Importante giardino di lago tardo-ottocentesco, in equilibrio tra le prospettive aperte e soleggiate che si godono dalla Villa e i sentieri boscosi che s’inerpicano per la collina, il Grumello rivela una storia ben più antica: fin dal Quattrocento fu uno dei siti preferiti sulle sponde del Lario. La sua intensa botanicità fa da filo conduttore a una storia che continua ancora oggi.
Sospesa sulle acque del lago di Como, a breve distanza dalla città, è una delle più antiche residenze costruite sulla riva occidentale. In documenti del XV secolo compare con il nome di “Castellazzo”- un rustico circondato da vigne, frutteti e boschi di castagni-, ma già nel 1578 venne trasformata in dimora estiva dal banchiere Tommaso D’Adda e chiamata “Grumello”. Via via le famiglie che la possedettero ne modificarono le architetture e il parco: nel Seicento Benedetto Odescalchi (futuro Papa Innocenzo XI) la riedificò secondo l’originario progetto commissionato dal D’Adda a Pellegrino Tibaldi; alla fine del secolo successivo i Giovio- che vi ospitarono Ugo Foscolo, innamorato delle Olea fragrans del giardino e della figlia del suo ospite, Cecchina, alla quale dedicò alcuni versi ne Le Grazie– chiesero a Simone Cantoni di risistemare la facciata e aggiungere le ali laterali. E’ però ai Celesia, proprietari dal 1846, che si deve l’aspetto attuale. L’architetto Nessi rialzò il corpo centrale e costruì il portico in ghisa che s’affaccia sul cedro monumentale e il naturalista Paolo Celesia, sul finir del secolo, ridefinì lo scenografico parco romantico piantato sulle ripide falde del Monte Olimpino, ricco di specie esotiche e con belvederi, serre rivestite di Ficus pumila e un laghetto sorgivo. Oggi, dopo un fedele restauro, le antiche presenze convivono armoniosamente con integrazioni botaniche più recenti. Tra canfore e ginkgo maestosi, tra sequoie secolari e specie rare di querce e prunus da fiore, tra gli storici osmanti di fronte alla facciata e le azalee che risalgono la scarpata fino alla Grotta, è stata ripristinata la collezione di aster e nelle radure hanno trovato posto mix di prati spontanei e piante fiorite a supporto di farfalle e insetti impollinatori. A occidente della Villa un viale di magnolie sempreverdi conduce a un spiazzo erboso ombreggiato dalle ampie chiome dei pini domestici; a oriente, oltre la darsena, alle centinaia di varietà di idrangee esistenti ne sono state aggiunte di nuove e un pendio di Hydrangea arborescens “Pink Annabelle” degrada dolcemente verso il lago.
Questo giardino è stato oggetto di un intervento di restauro e valorizzazione grazie ai fondi del PNRR